INTERVISTA AL SOCIO DI IOARTE – OTIDRA

NOME D’ARTE OtidraOtidra
NOME E COGNOME Mario Lombardo Ardito
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SVELACI IL SIGNIFICATO DEL TUO NOME D’ARTE otidra – è ardito il conome di mia madre
QUANDO HAI COMINCIATO A SENTIRTI ARTISTA? Essere artista? non so se lo sono e non so chi sono gli artisti, ma ricordo che il primo approccio con i colori avvenne nel 1952 e fu spontaneo, perché, all’epoca non sapevo nulla di arte e non sapevo nemmeno perché preferivo restare in casa a dipingere, piuttosto che uscire con gli amici. Nel 1966 ho abbandonato il lavoro per dedicarmi esclusamente alla pittura. Per un certo periodo, ho vissuto a Brescia, in una piccola stanzetta, la quale fungeva, da studio, da cucina e da camera da letto, e fu in quel periodo che scoprì il vero significato dell’arte…
QUAL È L’OPERA CHE PIÙ TI RAPPRESENTA? quarta dimensione
TRE PAROLE PER CONOSCERTI MEGLIO sono un eclettico, manipolatore, assemblatore dei materiali più etereogenei
DOMANDA INTIMA:
LE TUE OPERE LE TIENI PER TE O LE VENDI A TUTTI? le creo per me e perché me lo detta l’anima, ma poiché, sono povero e per vivere devo mangiare e per creare le mie opere servono colori e materiali, le vendo a chiunque sia disposto a darmi quello che chiedo.
PARLACI DEL TUO HABITAT CREATIVO lavoro nel mio studio, a volte su cavalletti a volte a terra, dipende da quello che faccio, ma lavoro solo quando me lo detta l’anima.
RIESCI A VIVERE DELLA TUA ARTE? ho vissuto di arte, mantenendo egregiamente la mia famiglia, ora però, è dura, i tempi sono cambiati, le gallerie vendono poco o niente, per cui, chi vuole esporre deve pagare. Poiché sono arrivato alla pensione, il vendere non mi interessa.
UN TUO PENSIERO FINALE L’arte oggi è spoca, ambigua, più della politica. Oggi non serve saper dipinge e nemmeno essere bravi e veri, oggi si diventa artisti con la pubblicità, l’arte è sparita, in questo periodo, basta fare una macchia, un segno, possibilmente su una enorme tela, poi avere buone conoscenze e tanto denaro, ed ecco che il pastroccio diventa arte, e di valore.

Un grazie a Mario da IoArte, Associazione Culturale

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