INTERVISTA AL SOCIO DI IOARTE – RICCARDO PUCCI

NOME D’ARTE Riccardo Pucci Pucci-Riccardo
NOME E COGNOME Riccardo Pucci
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SVELACI IL SIGNIFICATO DEL TUO NOME D’ARTE Non ho un nome d’arte, ma uso semplicente il mio vero nome. Che senso ha nascondersi dietro un nome d’arte? Una volta era un “marchio di fabbrica”, Pontormo, Bronzino, Leonardo, Michelangelo, Beato Angelico, o meglio era in uso dare un soprannome. Non mi sembra che gli artisti moderni usino un nome d’arte.
QUANDO HAI COMINCIATO A SENTIRTI ARTISTA? Artista è una parola grossa! Diciamo che ho sempre “scarabocchiato” fin da bambino. Una volta, alle scuole medie usava dare un consiglio ai genitori su quale materia indirizzare l’allievo: a mio padre fu caldamente indicata una scuola ad indirizzo artistico. Ma io non ascoltai il consiglio e mi iscrissi al Liceo Scientifico. Dopo diversi anni, diciamo negli anni novanta, si è riaccesa la passione, come un vulcano che si risveglia dal suo torpore. Ho iniziato a studiare testi di pittura, di teoria del colore, tecnica di disegno e soprattutto a frequentare musei. Indimenticabile la mia prima volta la Musée d’Orsay. Ma ancora non mi sento un Artista.
QUAL È L’OPERA CHE PIÙ TI RAPPRESENTA? Le mie opere sono come dei figli e quindi sono tutte allo stesso livello. Diciamo che “Arance e caraffa sul Caminetto” è l’opera della svolta. Nel senso che prima dipingevo un po’ di tutto: non avevo una mia impronta, sperimentavo le varie tecniche, e passavo dal ritratto al paesaggio, dalle nature morte alle copie di quadri. Dopo aver conosciuto l’Iperrealismo sto cercando di avvicinarmi a questa corrente.
TRE PAROLE PER CONOSCERTI MEGLIO Incostante, insicuro e metodico.
DOMANDA INTIMA:
LE TUE OPERE LE TIENI PER TE O LE VENDI A TUTTI? Le mie opere le vendo, anche se a malincuore.
PARLACI DEL TUO HABITAT CREATIVO Ho un mio studio. Preferisco la mattina, anche presto. Non devo avere degli orari prestabiliti, cioè alla tal ora devo andare via o andare a mangiare. Preferisco non iniziare nemmeno. Posso stare anche diverse ore impegnato finché la concentrazione non mi abbandona, allora a quel punto smetto. Di rigore musica in sottofondo, di qualsiasi genere, e possibilmente solo.
RIESCI A VIVERE DELLA TUA ARTE? Non essendo il mio principale lavoro, non mi sono mai posto il problema. Quando andrò in pensione penso di dedicarmi completamente alla pittura.
UN TUO PENSIERO FINALE Sono una persona schiva, non amo molto il clamore e la notorietà. Sono molto apprezzato da chi mi conosce e ho fatto anche mostre e vinto premi, ma non è la cosa principale a cui tengo. Dipingo perchè mi estranea dalla realtà e mi rilassa. Amo viaggiare e assieme alla mia compagna ho viaggiato abbastanza, arricchendomi di conoscenze e di luoghi. Finché potremo continueremo nella nostra esperienza.

Un grazie a Riccardo da IoArte, Associazione Culturale

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