PERCORSI TRA I GRANDI ARTISTI: MODIGLIAN

di Lidia Borella

Amedeo Modigliani nasce a Livorno nel 1884 da una famiglia borghese, figlio di commercianti ebrei, è colto, curioso e possiede un temperamento inquieto, ma la sua salute risulta cagionevole sin dall’infanzia.

Le sue prime esperienze pittoriche avvengono nella sua città natale, dove frequenta l’Accademia d’Arte. Trasferitosi a Firenze segue le lezioni di Giovanni Fattori alla Scuola Libera di Nudo; nella città rimane folgorato dalla lezione botticelliana e dalla pittura trecentesca dalle figure intensamente spirituali.  E’ possibile pensare che, in questo periodo, l’artista abbia maturato il suo primo contatto con il materiale scultoreo da lui preferito: la pietra, con la quale anni dopo ricaverà le famose teste e cariatidi che caratterizzano la sua scultura.

Nel 1903 si trasferisce a Venezia, si iscrive all’Istituto di Belle Arti e, durante le Biennali d’arte del 1903 e del 1905, scopre l’Impressionismo francese, la scultura di Rodin e il Simbolismo, che fanno maturare in lui l’ardente desiderio di andare a Parigi, all’epoca il vero centro dell’arte moderna.

A Parigi abbandona gli abiti borghesi e indossa quelli dell’artista ribelle, dalla vita disordinata, dando inizio alla leggenda del bohémien, dal carattere scontroso eppure molto amato dalle donne, tanto che la sua “leggenda”, ai giorni nostri, ha ispirato diversi registi per la realizzazione di film riguardanti la sue vicende biografiche e la sua arte.

A Parigi si iscrive all’Accademia Colarossi e si introduce subito nella vita della città: la vera accademia di Parigi erano i caffè, i bistrot, i cabaret, nei quali si riunivano artisti ed intellettuali per discutere, talvolta anche in modo acceso, di arte, di musica, di poesia…  Montmartre era il quartiere diventato celebre per la vita artistica: ricettacolo di molti giovani artisti, richiamati a Parigi dalla fama degli impressionisti e, nel quartiere, dal prezzo basso degli affitti.

Nella città Modigliani scopre i suoi nuovi modelli pittorici Cezanne e Toulouse-Lautrec e viene in contatto con i principali movimenti d’Avanguardia, dai Fauves, al Cubismo.

Straordinario pittore e scultore, nel 1917 dà vita alla serie dei nudi, i formati delle sue tele si ingrandiscono per celebrare la bellezza del fascino femminile. Nelle sue composizioni riprende le pose di celebri capolavori: come la Venere di Botticelli con cui aspira ad una bellezza ideale.  Nei suoi lavori si assiste alla convivenza tra un’impostazione compositiva accademica e una visione moderna. La sua straordinaria abilità sta nell’elegante semplificazione delle sue figure e nel creare “Veneri moderne”, quasi caricaturali, sensuali, che si offrono allo spettatore con la loro carnalità caratterizzata da linee eleganti.  I nudi vengono esposti in una sua personale presso la Galleria Berthe Weill, grazie all’aiuto economico di Leopold Zborowski, mercante d’arte polacco, amico e sostenitore dell’artista, ma le sue opere suscitano un grande scandalo e alcune di esse vengono rimosse. Il motivo di questo scandalo è il verismo di alcuni dettagli, come i peli ascellari e pubici inseriti in un’immagine tradizionale; tuttavia il pittore non è interessato ad una resa fotografica della modella, utilizza uno stile fortemente sintetico per sottolineare il valore atemporale delle sue figure.nudo-sdraiato

Il particolare stile pittorico di Modigliani si nota soprattutto nel profilo allungato del collo e nella stilizzazione del corpo e del volto, in una ricerca di armonia e bellezza; talvolta l’artista dipinge sul viso delle sue figure degli occhi vuoti e impenetrabili, questi sguardi sembrano essere allo stesso tempo un invito e un disinteresse per l’osservatore e sono ispirati alle maschere e all’arte africana che Modigliani conosceva ed ammirava.

La tavolozza dell’artista è pastosa, morbida e caratterizzata da riflessi rossastri nell’incarnato; nei suoi dipinti non interviene una sorgente luminosa, è il colore stesso che suggerisce la plasticità delle forme, le sue pennellate sono sospese tra l’approssimazione dello sfondo e la cura del primo piano.

Molto importante nella sua produzione artistica è la serie dei ritratti, in cui Modigliani dipinge figure con incongruenze proporzionali, dominate da colli allungati in modo innaturale, i ritratti a volte sono volti anonimi, ma spesso sono volti amici in cui l’artista cerca di cogliere la loro intima natura, le loro paure più che i loro entusiasmi: tutti i ritratti sono accomunati da sguardi malinconici.  Un volto molto ricorrente nei suoi ritratti è quello di Jeanne Hebuterne, fedele compagna del pittore, giovane studentessa d’arte, conosciuta all’accademia, a sua volta abile disegnatrice, che aveva riscosso lodi da vari artisti.

Modigliani rimane affascinato dai lineamenti filiformi della donna e le dedica una ventina di ritratti nei quali si può scorgere la personalità timida e dolce di Jeanne, che dopo la morte del pittore, a causa del forte legame con lui, si toglierà lei stessa la vita.

Molto importante è anche il periodo scultoreo di Modigliani, il primo approccio con la scultura risale al 1909, quando incontra lo scultore rumeno Brancusi, che gli svela il fascino delle forme essenziali. Come Brancusi, Modigliani considera scultura principalmente la lavorazione della pietra: dall’arenaria al marmo, ed è fedele al principio di Michelangelo il quale ritiene che la scultura debba nascere con un procedimento a levare. I suoi soggetti appartengono alla tradizione degli idoli primitivi: volti astratti, impersonali, con ispirazioni alle maschere primitive.

Un episodio celebre e curioso riguardante la sua scultura risale al 1984, quando vengono recuperate dal canale di Livorno due teste scolpite, presumibilmente attribuite a Modigliani che, secondo un’ipotesi, l’artista insoddisfatto avrebbe gettato nel corso d’acqua. In realtà è stata una beffa, opera di tre ragazzi, svelata soltanto alcuni mesi dopo che studiosi e critici d’arte avevano preso posizione su una presunta autenticità delle teste.

La prematura morte di Modigliani, avvenuta a Parigi nel 1920, ha alimentato la leggenda attorno alla sua figura e, grazie alla ripetitività dei suoi soggetti, i falsari hanno potuto incentivare il numero delle sue opere; esemplare è la vicenda scandalosa legata alla mostra del 1954 a New York, dove su 29 opere esposte, oltre la metà risultò falsa.

Modigliani è stato un artista distintivo ed indipendente in quanto, nella sua ricerca artistica, a differenza dei movimenti d’Avanguardia, non ha negato la tradizione, ma ha continuato a cercare un collegamento tra tradizione e modernità; è stato un genio creativo che ha saputo sviluppare uno stile unico, tra il cosmopolitismo artistico e culturale di Parigi.

Lidiart

03/11/2016, Lidia Borella

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