PROVE D’AUTORE (PER MANO SINISTRA) (V)

di Antimo Mascaretti

Mi interessa il frammento, la lettera, la frase illuminante, l’autore misconosciuto o dimenticato, il pittore che ostinatamente continua a parlare nella più disarmante indifferenza. L’attore sfortunato. E’ nel messaggio di costoro, di chi si muove in consapevole solitudine, che si misura il livello di una civiltà che ci fa pronti ad accettare la fine, coscienti che in nostra vece, parleranno ancora voci che provengono da molto lontano. Queste voci non saranno mai sopraffatte dal rumore della stupidità. Non prevalebunt…

Nel gran rumore, nello sgomitare per mettersi in evidenza, si può circoscrivere l’essenza del nostro tempo, che delittuosamente baratta l’inutile come essenzialità. Ma già molti cadono, nello sgomento che segue ci si appiglia a sostegni che non si mostreranno utili, quando ci sarà da passare per la finale buia strettoia.

Ci si ostina ad analizzare la crisi del matrimonio ma è la famiglia come “nucleo centrale” su cui fondare un ordine sociale che è idea marcia e balzana. Oggi finalmente questo cardine arrugginito cede progressivamente e il disorientamento è palese.

Abbiamo famiglie che durano quanto un quotidiano, proibire i matrimoni per legge potrebbe essere utile, ma non sufficiente per cancellare questa antica idea istituzionale, che ha più delitti nella sua storia di un dittatore sanguinario.

Opporre di fronte al nero del cieco, al vuoto dell’abisso, non la famiglia, ma un gruppo di pochi uomini liberi e sodali e tentare di resistere per quanto vanamente, con dignità, qui, alle nuove Termopili, può essere una via.

Liberi dalle consolazioni carezzevoli delle religioni e dei sogni d’eternità, non ci rimane che aspettare il dolore, “quel” dolore definitivo che, annientandoci, ci cancellerà, come tutto, trasformandoci in ricordo, in carogna e poi in polvere.

Le nostre manie asettiche non ci permettono simboli concreti di riflessione sulla morte. Non si trovano più teschi veri, tra tante stragi, da riporre sul proprio tavolo da lavoro nello studio, e se fosse possibile rintracciarli dovrebbero di sicuro avere per legge, la data di scadenza!

Dire male della Chiesa Cattolica è così facile che non può che esserci che scarso interesse per questa pratica diffusa, ma salva la Chiesa Cattolica, nel tempo, il sacrificio di alcune figure eroiche. Costoro salvano la fede che però, mostra la pochezza di tutto il resto e l’insignificanza, inutile parlarne.

E’ la vita esemplare di pochi che condanna, senza possibilità di redenzione, tutti gli altri oziosi praticanti, lo sfarzo, e tutta l’idiozia burocratica di una credenza vissuta anacronisticamente in dogmi resi dai cavilli, pura follia.

Che necessità ci sarebbe dell’immortalità, della resurrezione dei corpi? E’ la tentazione di chi non crede fino in fondo e non vuole rinunciare a niente, nemmeno ad una carcassa gonfia e putrescente.

La libertà senza destino nell’organizzazione sociale non ha senso, il destino senza libertà è una ingenuità imperdonabile, senza regole, è un’opera d’arte.

Discutere con uno stupido mette a disagio, è il rendersi conto d’improvviso di quanto si possiede al cospetto di chi non ha, e sia pure inconsapevolmente, genera sensi di colpa.

Più divertente è ascoltare due o più stupidi discutere tra loro: è la piccola sintesi del parlamento democratico.

L’educazione dovrebbe essere rigida, austera, solo così potrà entrare nei territori dello spirito dove è bene che la volgarità non entri.

Purtroppo oggi, tutte le porte sono state sfondate e l’educazione impartita dalla scuola pubblica è una parodia dell’egualitarismo di facciata, sostanzialmente ingiusto e nefasto, che si dovrà subire per tutta l’esistenza. L’insopportabile parità imposta, la costrizione dell’uguaglianza non dei diritti, ma della mediocrità e del conformismo, è il prodotto più scadente della retorica politica.

Riconosco solo le gerarchie dello spirito.

Le cariche elettive e pubbliche di una democrazia che è di fatto il trionfo della stupidità al potere, sono ruoli di una commedia, di una farsa molto esilarante.

Lo sciame di cavallette democratiche ha devastato edifici che un tempo, appartenevano a Papi o sovrani, e in quei luoghi, ancora non sazi e soddisfatti, ogni giorno, questi personaggi da operetta, vomitano le loro sciocchezze, come puttane per strada, la notte.

I politici di professione si leccano il culo a vicenda perché sanno, nel ribrezzo che suscitano, che nessun altro lo farebbe mai.

Ciò che solo, oggi distingue chi un tempo si definiva “proletario”, dalla neo-borghesia becera e “coatta” è l’incapacità di poter presentare un modello 730 adeguato.

I moralisti predicatori, però ricordiamolo, alla fine armano il sicario.

Lazzaro resuscitato, sarà in seguito morto d’altro male. Nella resurrezione si deve vedere dunque, una semplice cortesia della divinità, non una promessa impegnativa generalizzata.

Per lo spirito, resuscitare non ha senso e neppure vivere una lunga vita.

La carne va abbondantemente soddisfatta perché le tentazioni della stessa vengano, se non sconfitte, almeno affievolite.

La tentazione agisce nel vuoto della privazione tentando di riempirne lo spazio. Il gatto che ha fame lo trovi davanti alla pescheria.

Il male della nostra epoca nasce dal predicare l’idea di estendere la cultura, il gusto, la raffinatezza, genericamente a tutti. E’ come pensare di arruolare un nano nel Corpo dei Corazzieri a cavallo: il nano blandito, finirà per crederci…

“Forse con maggior timore pronunciate contro di me la sentenza di quanto ne provi io nel riceverla” così Giordano da Nola, e ancora certamente il timore lo proveranno nell’attraversare la piazza dove pare avvertire ancora il puzzo della carne arsa, quelli che si ammantano di carità, e dopo ben quattrocento dodici anni, ancora, non trovano la via per inchinarsi e sperano in cuor loro che ciò che predicano con fervore, non sia il Vero, per non subirne la terribile ira.

Si può passare tutta la vita ad essere dei sognatori. Credo sia un bel modo di vivere e veramente auspicabile. D’altra parte perché vivere come un somaro da tiro con la cravatta, dovrebbe essere un vivere più appetibile e di maggior valore?

Il difficile è esserlo, sognatori, da loro dipende gran parte della forma che rende piacevole l’esistenza e armonico il mondo.

Arriva un tempo in cui ci si accorge che la lettura dei libri non ci soddisfa più e occorre ricomporre un ordine secondo il nostro insostituibile punto di vista. Questo è il tempo in cui si comincia a scrivere, soprattutto per fare chiarezza nei nostri pensieri.

La pochezza della cultura contemporanea può definirsi aridità genetica incurabile.

C’ è una intera generazione che non conosce quasi nulla e che cresce con bisogni che neppure le precedenti generazioni avrebbero potuto, in condizioni certamente migliori, soddisfare.

Ciò non potrà non generare conflitti irreparabili che nessuno vuole ipotizzare e affrontare, perché si sa, in coscienza, che non c’ è soluzione possibile se non nella consumazione del dramma.

Propugno l’esaltazione della vita solitaria se non è possibile un isolamento affettivo.

Per questo obiettivo è necessario rinunciare a ciò che ha reso il mondo invivibile: la stupidità egualitaria (non l’uguaglianza dei diritti e doveri!) Riuscire a farlo è meno semplice di quanto potrebbe a prima vista, apparire.

Ci mangiano in tanti sull’egualitarismo, e molti ci dormono su, beati.

(Continua)

20/11/2017, Antimo Mascaretti

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