RICORDANDO UN AMICO ARTISTA
di Francisio-socio2


Nella mia vita, tutto ciò che concerne l’arte, ha sempre avuto su di me una forte attrazione. Pittura, scultura, fotografia e letteratura hanno, fin dalla più tenera età, esercitato su di me una sorta di fascino e di attrazione particolare, tanto da indurmi a cercare di scoprirne le tecniche usate dagli artisti che frequentavo e di carpire loro qualche segreto della loro arte, per poi provare a imitarli.

Ho ancora vivo nella mente il volto austero del mio maestro di pittura, quando frequentavo un corso triennale d’arte pittorica, istituito dall’assessorato alla cultura della mia città. Il maestro Bianchini, oltre a essere docente di pittura e di grafica in un istituto d’arte, aveva accettato di tenere questo corso triennale serale di disegno e pittura, fuori dell’ambito scolastico.

Non so se fu l’attenzione e l’abnegazione, che dedicavo all’apprendimento, o il mio carattere tranquillo, rispetto a soggetti più turbolenti e distratti, che frequentavano il corso, fatto sta che mi guadagnai la stima del maestro, il quale non lesinava di darmi consigli particolari e di svelarmi alcuni segreti della sua arte. Già dimenticavo, lui oltre a essere un bravo docente, era anche un pittore conosciuto e quotato.

Alla fine dell’ultimo anno di corso, l’insegnante volle organizzare una mostra-concorso delle opere degli allievi, mettendo in palio un suo quadro. L’opera rappresentava una donna che allattava il suo bambino. La dolcezza che quella figura materna emanava era straordinaria, inoltre il gioco di luci e di ombre, che l’artista aveva saputo dare all’insieme dell’opera metteva ulteriormente in risalto il soggetto principale.

Il quadro fu esposto assieme a tutte le opere della mostra degli allievi. Io rimasi incantato ad ammirare le sfumature cromatiche e la delicatezza della pennellata, e sinceramente invidiai le sue capacità di posare sulla tela quei colori tenui e delicati, ma che contestualmente, facevano risaltare in modo eccezionale il soggetto principale.

Guardavo la mia natura morta, posta di fianco a quella meraviglia e devo dire che avrei voluto buttarla nella spazzatura, ma poi mi resi conto che in mezzo a tutte le altre esposte, poteva starci. Infatti, la giuria del concorso, la giudicò prima classificata, e con mio sommo gaudio, mi portai a casa quel quadro stupendo, accompagnato dai complimenti dei giurati ma soprattutto da quelli dell’insegnante, che mi congedò dicendo:

“Ora che il corso è terminato, continua a lavorare con la voglia e l’intensità che hai messo in questo corso, hai buona tecnica e sicuramente con la costanza otterrai buoni risultati, se in avvenire avrai bisogno di consigli, io sarò felice di darteli”.

Purtroppo i suoi consigli durarono troppo poco. E’ veramente incredibile, come a volte il destino sia crudele; solo dopo tre mesi dalla fine del corso, il maestro e pittore Bianchini, fu colpito da un male incurabile e in poco tempo se ne andò, lasciandomi un senso di sconforto e di sgomento non solo per la sua fine inaspettata, ma anche per la perdita di un grande artista.

Molto probabilmente, il destino non era ancora soddisfatto, perché un anno dopo la sua scomparsa, il quadro che avevo vinto al concorso e che era per me qualcosa di molto prezioso, fu distrutto da un incendio assieme al furgone che lo avrebbe dovuto trasportare a una mostra d’arte.

Le traversie della vita, mi hanno impedito di continuare a coltivare questa mia passione e mettere a frutto l’insegnamento ricevuto dal maestro Bianchini. Ora mi dedico a scrivere racconti e poesie, che poi anche loro sono una forma d’arte.

Francis

18/12/2015, Francis

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