TECNICHE DI RISVEGLIO PER ATHENA (XVI)

di Antimo Mascaretti

( continua…)

L’ artista ha un compito? L’ arte ha una finalità?

L’ artista ha un dovere verso se stesso. E’ stato chiamato, deve rispondere al meglio a quella chiamata. Che può importare da un punto di vista esistenziale, ciò che rimarrà? Noi moriremo, su questo scoglio tutto naufraga inesorabilmente. L’arte ha la finalità di testimoniare (una finalità che noi attribuiamo a posteriori).

Che ruolo può giocare la bellezza nella pittura oggi?

Che cos’ è la bellezza, oggi? Una volta risposto a questo difficilissimo quesito, possiamo dire che la bellezza è Verità magari, e dunque, per chi è capace di sentire la bellezza ha un ruolo molto importante.

La sua concezione dell’arte non rischia di apparire un po’ anacronistica?

Certamente. Ma l’arte, quella vera, si situa sempre fuori dal tempo, altrimenti sarebbe incomprensibile nella sua vera essenza a chi non è contemporaneo di una data opera. Invece, sappiamo che non è così. E lo sappiamo leggendo una poesia, andando a teatro, oltre che nel guardare una pittura o una scultura o una grande realizzazione architettonica di alcune migliaia o centinaia di anni fa.

Forse la mia concezione dell’arte è veramente anacronistica non mi è difficile ammetterlo, ma ha mai notato lo squallore delle stanze di un museo che raccoglie “i capolavori” dell’arte dell’ultimi mezzo secolo? Intanto è stato necessario “ghettizzare” simili “capolavori” perché a contatto con gli altri, quelli del passato, in un unico museo, avrebbero prodotto la caduta del velo che copre gli occhi dei dementi che si ostinano a teorizzare la validità di certe opere, svelando così l’inganno. Ma pur in musei dedicati, specificatamente per “i diversamente abili”, sono sempre un banco di prova senza appello.

Alcuni artisti reggono il passare del tempo, l’emozione della verità rimane, per il resto non sono che cianfrusaglie penose, polverose, arrugginite, terribilmente mute una volta private delle chiacchiere che le hanno accompagnate su cataloghi di presentazione. Ci sono artisti che pur avendo un mercato di milioni di dollari o di euro, a guardarli in quelle sale, di solito vuote, sono solo veramente imbarazzanti.

Che significato ha tutto questo?

Ho già risposto una volta a questa domanda con una battuta di Marcello Marchesi, (che per molti è solo un nome che non dice nulla, oggi) significa che “la verità è nuda ma non è puttana”.

Quale pensa sarà il futuro dell’arte?

Una partita a tennis tra “mezzecucchiare”: l’alternarsi monotono di chiacchiere e coglionerie.

Non è troppo pessimista?

Tralasciando il fatto che non riesco a trovare, malgrado mi sforzi, cosa ci sia per esser ottimisti nell’esistenza in genere, per quanto riguarda l’arte, in effetti, credo che l’attuale situazione possa soltanto peggiorare, come tutto il resto peraltro.

Artisti degni di memoria ce ne saranno sempre ovviamente, ma sempre troppo pochi perché il mercato non continui a dominare. Anche qui la moneta cattiva scaccia quella buona.

Torniamo a parlare della sua pittura, quante ore trascorre in studio?

Molte. A volte vado solo per pensare, più spesso per studiare o ascoltare musica che mi serve come strumento per favorire la concentrazione necessaria.

Musica classica?

Amo ogni genere di musica, ma la musica classica non mi permette di dipingere. Ho bisogno di altri generi di musica e ci sono inoltre, autori di musiche ricorrenti…Rossini ad esempio, ma non per dipingere. Quando lavoro ascolto canzoni degli anni ‘60/’70 o anche canzoni degli anni ’30 o addirittura precedenti, gli anni del ventennio fascista e cantanti come Rabagliati, Il trio Lescano etc. Mi piace molto Milly, un’interprete straordinaria, una donna dal fascino irresistibile di cui si invaghì anche Cesare Pavese. Di Milly, posseggo una raccolta rara di sue interpretazioni.

Di quale artista ha subito maggiormente il fascino?

Queste sono domande a cui è impossibile rispondere, ma proviamo, così per gioco: Michelangelo ovviamente, è fuori concorso, decisamente al di sopra di tutti.

Ma le dico le mie passioni: Velazquez, Caravaggio, Goya, Rubens, Bacon, Burri, Cagnaccio da San Pietro, Christian Schadt… Velazquez è la pittura in assoluto… quella che più mi prende, veramente inarrivabile. Ma naturalmente abbiamo scherzato, perché ci sono centinaia di pittori che hanno prodotto opere che io amo. E’ la pittura che mi piace, sì potrei dire così, senza pentimenti.

E Picasso?

Naturalmente. Ma in un numero molto limitato di opere. Questo non vuole dire, sia chiaro, non riconoscere il genio del pittore spagnolo, ma per me, non è stimolante come si potrebbe pensare.

“Guernica” ad esempio, è molto “cartellonistica”, insignificante, ma molto famosa per un giudizio, di natura ideologica, si è scambiato anche in quel caso, il valore ideologico per valore artistico…E poi Picasso, comunista si potrebbe dire “all’ italiana” con i milioni e la bella vita, anzi, “la dolce vita”, era di fatto, un “indifferente”, alla politica e agli eventi storici. Molti fingono di non sapere che durante l’occupazione tedesca di Parigi si intratteneva indifferentemente in studio anche con loro come con altri intellettuali del tempo. Ma badi, è così che deve essere, l’artista “impegnato”, fanatico e dogmatico, non ha senso, l’artista vive altri luoghi, altre storie.

Chi sono i “cattivi” pittori, quelli che detesta?

Sono molti, ma non farò nomi (sono tutti contemporanei).

Torniamo a parlare di pittura. Come giudica la vitalità di questo mezzo espressivo oggi? Le appare all’altezza dei tempi, o potrebbe definirsi uno strumento in disuso che finirà per decadere progressivamente?

Purtroppo, l’arte non è mai un problema di soli mezzi espressivi, cioè un fatto di tecnica. Certo, la pittura ha avuto tempi migliori ma anche ostracismi ingiustificati, per insensate scelte ideologiche di chi per di più, aveva ben poco da dire.

L’attualità o meno di un linguaggio espressivo si misura con i vertici qualitativi che riesce ancora a raggiungere per merito di quegli artisti che lo scelgono, nel caso della pittura credo si possa dire che è un mezzo vitalissimo se visto in questa ottica. Bacon, Lucien Freud, Anselm Kiefer, Miguel Barcelò, Peter Doig, Gerhard Richter, Richard Diebenkorn, Linette Yadom-Boakie, tanto per citarne alcuni, sono tutti pittori, le loro opere credo siano all’altezza dei tempi, anzi, probabilmente sono gli altri mezzi espressivi, compreso il cinema, che finora hanno molto deluso e per quanto mi riguarda, hanno anche molto annoiato. Purtroppo, la logica di cercare soluzioni eclatanti solo per far parlare di sé i media è arrivata ad un punto senza ritorno. Credo manchi solo l’esposizione di un cadavere in avanzato stato di putrefazione (cadavere umano, perché una testa di vacca putrefatta è stata “creata”! E le foto di Serrano, realizzate nella morgue, non mettevano in vista la putrefazione in atto?) ed un omicidio in diretta, in un happening, il resto è stato tutto sperimentato, con risultati disastrosi, pensi agli squali in formalina…una porcata, a lungo andare pure puzzolente.

Caduto il legame indissolubile dell’arte con lo spirito, si crede solo nell’evento che in buona sostanza vuol dire: l’importante è far parlare i media, essere presenti in rete, nei social, un’altra “americanata” per far soldi.

L’arte è altra cosa o almeno dovrebbe, ma credo si sia persa persino l’esigenza di un dialogo costante con lo spirito, almeno per i più.

(Continua)

26/06/2017, Antimo Mascaretti

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